Quando l'università diventa una fonte di pressione costante

Ansia, insicurezza e stress non devono diventare la normalità. Nel corso della nostra vita è comune sentirsi sopraffatti.

Dott.ssa Ilaria Beltramo

7/8/20262 min read

Iscriversi all’università è un passo importante, spesso vissuto come l’inizio della propria indipendenza e la costruzione del futuro. Eppure, per molti studenti e giovani adulti, questo percorso si trasforma rapidamente in una corsa a ostacoli dominata da aspettative alte, ritmi intensi e confronti continui con i successi (veri o apparenti) dei coetanei.

Se ti capita di vivere la sessione d'esami con un’ansia bloccante, se il perfezionismo ti impedisce di consegnare un lavoro o se la paura del giudizio e l’incertezza sul dopo l'università sono diventate la tua normalità, è il momento di fermarsi.

Non sei tu il problema. È il sistema di pressioni in cui sei immerso. Ma per ritrovare il benessere, è importante chiedersi cosa stia davvero accadendo sotto la superficie.

Pensa a quel momento preciso: la sveglia suona, apri gli occhi e il primo pensiero non è la giornata che inizia, ma quella lista infinita di pagine ancora da studiare. Senti un peso sul petto e il senso di colpa per non aver fatto abbastanza ieri si fa già sentire, bloccandoti prima ancora di scendere dal letto. Se hai provato questa sensazione, sappi che non sei solo e che non è una tua mancanza.

Oltre il libretto universitario: cosa si nasconde dietro l'ansia?

Molto spesso, la fatica che provi davanti a una pagina bianca o prima di entrare in un'aula d'esame non riguarda solo la materia di studio. Questi vissuti intensi toccano corde più profonde del nostro mondo interno e parlano di:

  • Schemi antichi legati all'autostima: quando il tuo valore come persona si sovrappone e si confonde con il voto stampato sul libretto.

  • Il timore di deludere: il peso invisibile delle aspettative della famiglia, dei professori o della società.

  • La difficoltà a riconoscere i propri bisogni: quando l'iper-performance ti porta a dimenticare il diritto al riposo, allo svago e all'errore.

L'università non dovrebbe essere un test di sopravvivenza psicologica. Riconoscere di essere in difficoltà è il primo, fondamentale atto di cura verso te stesso.

Come può aiutarti un percorso psicologico?

Intraprendere uno spazio di terapia non significa ricevere "ricette magiche" per studiare di più, ma imparare a conoscerti meglio e a proteggerti. Insieme possiamo lavorare per:

  1. Guardare le tue dinamiche con consapevolezza: capire da dove nasce quel critico interiore che ti dice che non vali abbastanza.

  2. Gestire lo stress in modo funzionale: trovare strumenti pratici per non farti travolgere dall'ansia prima e durante gli esami.

  3. Ricostruire la fiducia: ritrovare la sicurezza nelle tue capacità reali, liberandoti dall'illusione di dover essere perfetto, sia nello studio sia nelle tue relazioni significative.

Accompagno studenti universitari, adolescenti, giovani adulti e neolaureati a orientarsi in questo passaggio delicato della vita. Il mio obiettivo è aiutarti a integrare le difficoltà che stai vivendo oggi con il tuo più ampio contesto personale, rispettando i tuoi tempi e la tua unicità.

Parti da dove sei: il primo passo

Se stai vivendo questo momento con fatica, non devi attraversarlo da solo. Come indico anche nella mia nuova locandina dedicata ai servizi per gli studenti, il primo colloquio può essere un’occasione preziosa per prendere respiro e comprendere meglio la tua situazione attuale.

Non serve avere già chiaro cosa vuoi, né avere le parole perfette per spiegarlo: partire esattamente da dove sei in questo momento è più che sufficiente.

Ricevo nel mio studio in presenza a Torino, a Caluso e nella zona di Ivrea, oppure online ovunque tu ti trovi.

Ilaria Beltramo

PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA

Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Piemonte n. 9200

P.IVA 12891710019